Mario Monicelli, 2003 – © Pino Settanni

Una mostra che riunisce i più celebri scatti di attrici, attori, divi, registi, immagini note e presenti nella memoria di appassionati, e altre meno conosciute e assolute scoperte per tutti gli amanti della settima arte, dedicate a personaggi amatissimi, parte della memoria collettiva e del nostro immaginario. Un corpus dalla tecnica riconoscibile, icastica, di for- midabile semplicità comunicativa. Un marchio di fabbrica: un’opera al nero, quello di tutti i fondali in cui Settanni ospita i suoi soggetti (spesso amici del fotografo) accompagnati da un oggetto-simbolo elettivo, scelto dagli stessi protagonisti. Opere al nero, ma da cui far esplodere un mondo di colori. Con una chiaroveggenza psicologica per cui i registi e attori dentro l’obiettivo di Settanni, risultano sempre decisamente se stessi, anche se in pose e panni inattesi.

Istituto Luce-Cinecitta

Pino Settanni nasce a Grottaglie nel 1949. A 16 anni incomincia ad appassionarsi alla fotografia mentre è impiegato all’Italsider di Taranto, inizialmente come studente opera- io, dopo la maturità come impiegato. Apre un piccolo studio fotografico a Taranto. Svi- luppa una particolare predisposizione per la ritrattistica, ma fotografa anche le prime manifestazioni operaie. Il fotografo e scrittore Giuseppe Alario lo convince a lasciare Taranto affinché possa esprimersi nel campo della fotografia artistica. Si trasferisce a Torino, collabora con la UTET, poi a Roma dove vive in una pensione in via Margutta e collabora come fotoreporter in testate giornalistiche, tra le quali Il Mondo. Nel 1975 incon- tra la gallerista Monique Gregori, che diventa sua moglie, ed entra nel mondo dell’arte. Nel 1978 conosce Renato Guttuso e diventa suo assistente e fotografo personale. Nel 1983 riprende l’attività di fotografo a tempo pieno. Tornato a Roma si trasferisce in via di Ripetta e apre lo studio di posa. Dal 1998 al 2005 fotografa città colpite dalla guerra come Mostar, Sarajevo, e Kabul. Muore a Roma nel 2010, ancora in piena attività. Nel 2015 l’Archivio Luce ha acquisito il suo archivio.