> DOMENICA 23 MAGGIO / 15:00 PALAZZO DEL VIGNOLA, SALA DELLE BANDIERE

La storia dell’utilizzo della fotografia da parte dei pittori è costellata di aneddoti diversi. Pittura e fotografia convivono inizialmente in un rapporto ambiguo. Nell’Ottocento molti sono gli artisti spaventati da uno strumento che percepiscono come una minaccia, facendone spesso uso senza dichiararlo, negando anzi l’evidenza. Altri comprendono l’utilità dello strumento fotografico, soprattutto in campo ritrattistico, e ne sfruttano i vantaggi. A tutelare l’autonomia e l’autenticità dell’atto artistico rimane il valore dato all’interpretazione, all’atto creativo: imitazione versus immaginazione.

Daniela Ferrari è curatrice di mostre e conservatrice presso il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
I suoi interessi vertono principalmente sull’arte italiana del XX e XXI secolo in particolare su Futurismo, Novecento Italiano e ricerca verbovisuale. Ha pubblicato nel 2012 il Catalogo generale della Collezione VAF-Stiftung (Silvana Editoriale), collezione di cui è curatore responsabile presso il Mart che annovera più di 1800 opere che spaziano dalla fine dell’Ottocento fino alla contemporaneità. Nel 2012 ha scritto il volume “Archivio di Nuova Scrittura Paolo Della Grazia. Storia di una collezione” (Silvana Editoriale). Nel 2018 ha curato con Andrea Pinotti il libro “La cornice. Storie, teorie, testi” (Johan & Levi) che ripercorre le tappe fondamentali della storia della cornice e del suo ruolo cruciale nell’esperienza dell’immagine pittorica.